Jumbo said to Alice «I love you».
Alice said to Jumbo «I don't believe you do.
If you really loved me as you say you do,
You would not go to Yankeeland and leave me in the Zoo»
In grata memoria di Agatha Christie e di tutte le letture (e riletture) dei suoi libri.
Età sinodale
Credo di averla raggiunta. Finora, quando mi è capitato di rifiutare un dolce, mi veniva chiesto se facessi una dieta.
Stamattina, nella stessa circostanza, mi sono sentita chiedere se ho il diabete.
"Between two evils, I always pick the one I never tried before" (Mae West, 1936)
But consolation from imaginary things is not an imaginary consolation.
Modern culture, by Roger Scruton. Continuum, 2005, p. 18
In fin dei conti la differenza fra un catalogo e una bibliografia sta nel fatto che il primo è anonimo e la seconda firmata.
Un ammiraglio, un cane e i Vaticinia, di Neil Harris. In: Il libro italiano del XVI secolo: conferme e novità in EDIT16: atti della giornata di studio, Roma, 8 giugno 2006 / a cura di Rosaria Maria Servello. Roma: ICCU, 2007, p. 43-91 (la citazione è a p. 70).
Private faces in public places
are wiser and nicer
than public faces in private places.
A.
Where else?
Where else would the human subject have sex but in the head? Sexual desire was a play of signifiers, an infinite deferment and displacement of anticipated pleasure which the brute coupling of the signifieds temporarily interrupted.
Nice work (chapter 2), di David Lodge
Aha-aha
Scopro adesso che il regista del film di cui al post precedente ebbe a dire (in una intervista giusto tre anni fa): “mi piace sempre di più inserire fatti e momenti inutili nelle storie che racconto, perchè può non sembrare così al momento ma costruiscono qualcosa”.
Le facce della scorta
Nel suo libro sulle Nozze di Figaro (Lettura delle Nozze di Figaro: Mozart e la ricerca della felicità, Einaudi) Massimo Mila paragona la cavatina di Barbarina (atto quarto, scena prima) ad una scena altrettanto misteriosa in Pelléas et Mélisande (atto quarto, scena terza), nella quale parla uno smarrito Yniold: «Il fait trop noir… Je vais dire quelque chose à quelqu’un…». Aggiungerei la breve sequenza sotto la pioggia battente, senza suoni tranne gli scrosci, la scorta sconcertata, la portiera che non si vuole aprire. Dentro, il Presidente, immobile quasi fino alla fine. Sconcertato? Non si sa. Il mistero però è lo stesso, almeno così è parso a me.
Il piccolo grande Khan
Entità che non ho visto citate nei commenti a questa storia:
V. J. Propp
R. DeNiro
Miss J. Marple
N. Gaiman
Astérix
e che invece ci sarebbero buoni motivi. Così come la fotografia resta fuori misura.
Il sicario che si lava i denti
"Io sento in me la tristezza
del giorno domenicale;
del giorno crepuscolare
nel quale l'anima trova
il bisogno d'una nuova
solitudine e di andare."
(mi piace pensare che Marino Moretti apprezzerebbe la tenerezza di questa storia).