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lunedì, 11 settembre 2006

all'autore

non immaginare - scrivi
è quello il modo - ciò che non
sai non vale immaginarlo
si pensa dal vero: un disegno
al tratto un sospiro un pensiero
è un atto il migliore visto. si stampi
tutto il bianco sotto e intorno al nero
postato da: Bette alle ore 09:11 | link | commenti (16)
categorie: fächer
mercoledì, 06 settembre 2006

arreso un milione di volte
al suo ricatto senza stato
civile - le camicie stirate
colle quali mi facevo
bello alle giubbe rosse in giugno
con te - ad artemide
che vale domandare se la sua
ferita la sua frangia la fa
illesa - non ho chiesto niente
e ho preso balbettando la riverenza
il tuo microfilm le scale tutta
l'uggia del mito del salino
sgorgato nella stanza dell'hotel
e i fogli radi, iniqui, inetti
ti ha più amato il gatto ritroso
nel giardino di questo che
non voglio che sia io
postato da: Bette alle ore 09:10 | link | commenti (6)
categorie: fächer
martedì, 05 settembre 2006

nessuna espressione
dica quel bagliore
che illumina la notte
fra l'una e l'altra delle
parole

non c'è verso di dire
e poi: a che serve?
consapevole inerme
infante edizione

eludere dimenticare
ricusare ciò che atto
ricorda rimane dove
interstizio o cesura
astrazione nel solo
cielo possibile

e dunque dove sei
sono senza che debba
né sussurrarlo né dirlo
non sentire ciò che già sai
frastuono armoniosa
intorno vitale
comma intensione
postato da: Bette alle ore 15:51 | link | commenti (1)
categorie: fächer
giovedì, 10 agosto 2006

per mo

una città mai pensata luoghi
impossibili esistenza separata
da qualunque immagine o bruma
e la realtà descritta in un racconto
altrui, una sera, a una donna diversa
prossima prima del pensiero vita
divergente divertente estranea vicina
abbastanza per aprire parole memoria
mai dette recente seguito di altri
sentieri - quante conversazioni perse
sperpero vicario ricchezza data per
trattenere parvenze immagini le sole
illuminate dalla realtà possibile
postato da: Bette alle ore 08:11 | link | commenti (3)
categorie: fächer
lunedì, 31 luglio 2006

tre sole

finestra
che salta
anta
spalanca
un solo
raggio
si esalta
varca
parca
assoluta
voluta

tenta
di ritrarre
la tenda
spenta
la tinta
la spinta
remota
notturna
ventata
tracciata
la pallida
eco
ventura
smemorata

e dopo viene
il primo mese
del numero
che rima
al mio nome
il terno
del ritorno
senza posta
o partita
rema
anonimo
deissi
scandita
postato da: Bette alle ore 07:24 | link | commenti (4)
categorie: fächer
lunedì, 24 luglio 2006

ritratto in quattro voci

[C. Santana]
non aveva nome
il tu spalancato
singolare imperfetto
sotto una vampa
di sole ricordava
un nuovo trascorso
del presente detto

[L. Ferré]
dimostrazione
scolio virgola
e il moto della
voce tra le altezze
sulla lavagna
fitta di segni
sotto un'altra
ancora un'altra luce

[A. Piazzolla]
l'aria intorno
a risolvere in
proclama pacato
i gesti la grammatica
imparata senza
memoria solo
per tentare all'infinito
l'infinito imparare

[F. De Gregori]
senza ragione
per il puro piacere
della consonanza
l'asserire semplice
del portare nella
propria tensione
rispettivo interstizio
di tempo traversato
memoria altrui
vivida quanto
i segni tracciati
su carta anni anni fa
postato da: Bette alle ore 15:22 | link | commenti (5)
categorie: fächer

vacanza calma
varco tagliato
dall'ombra diagonale
ipotenusa per restare
al riparo ed al sole
sapore e ignorare
l'eloquenza del gesto
l'aporia dell'andare
postato da: Bette alle ore 08:01 | link | commenti (4)
categorie: fächer
martedì, 04 luglio 2006

saying again
if you do not teach me I shall not learn
saying again there is a last
even of last times
last times of begging
last times of loving
of knowing not knowing pretending
a last even of last times of saying
if you do not love me I shall not be loved
if I do not love you I shall not love
the churn of stale words in the heart again
love love love thud of the old plunger
pestling the unalterable
whey of words
terrified again
of not loving
of loving and not you
of being loved and not by you
of knowing not knowing pretending
pretending
I and all the others that will love you
if they love you

unless they love you

(Samuel Beckett)

postato da: Bette alle ore 17:46 | link | commenti (2)
categorie: fächer
giovedì, 29 giugno 2006

le voci degli attori, cioè: dei doppiatori
che tornano in un dormiveglia notturno
fra un sogno non ancora compiutamente
formulato e un concetto nitido di spigoli
taglienti quanto cristallo molato ad arte
e poi scagliato dietro di sé, qualche goccia
di vino ancora sul fondo del calice dopo
che il patto è stato stretto bevendo insieme

delle frasi memorate rimane più densa prima
di tutto l'intonazione e poi i rumori leggeri
del silenzio, mentale, che le circondava quando
apparvero e al momento non si fermarono che
nello sguardo di chi le ascoltava per volontà
di sceneggiatore e regista - a distanza di anni
se ne perdono anche i contorni, fervore sciolto,
e se mai ci fu, voluta, qualche intensità, ora
scolora sull'evanida coscienza di averne avuto,
al bisogno, occasione di sentirsi ripetere
senza contesto, senza ordito né trama,
senza nemmeno provare a riconoscere
forma, consistenza, strato di quella esperita rarità
postato da: Bette alle ore 08:37 | link | commenti (4)
categorie: fächer
giovedì, 22 giugno 2006

luoghi

traccia una linea, prova
a cercare una simmetria
che non si vede - ecco non
si manifesta - qualunque piano
si percorra la differenza
resta: fra un occhio e un altro
fra la fitta al ginocchio
o la caviglia solita a cedere
neppure in un solo corpo
il riflesso è esattamente
uguale - così il pensiero
che si espande senza raggiungere
o la luce che calma
accompagna la cena
e poi parole neppure intese
le voci e i loro toni, alti, calanti
subsecive domande, frasi estuose
o gli oggetti che restano
dispersi fra una stanza
ed un'altra - prendi stasera
ciò che ti occorre fato fatto
estraneità pressante fitta
di ritorni e di altrove
postato da: Bette alle ore 07:55 | link | commenti (6)
categorie: fächer